Camilla
Camilla aprì la finestra della nuova cameretta, ci mise la sedia della scrivania proprio davanti, salì in ginocchio e appoggiò…
“Giòco (letter. giuòco) s. m. [lat. iŏcus «scherzo, burla», poi «gioco»] (pl. –chi). Qualsiasi attività liberamente scelta a cui si dedichino, singolarmente o in gruppo, bambini o adulti senza altri fini immediati che la ricreazione e lo svago, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive.”
Questa è la definizione che il Vocabolario Treccani dà della parola “Gioco”, mettendo come fine immediato il solo divertimento, per cui però si ha bisogno di capacità di vario tipo, a seconda dell’attività scelta liberamente: nell’obbligo il senso del divertimento è già perso?
Quante volte da bambini avete chiesto: “Giochiamo insieme?” oppure “Ti va di giocare con me?”. Si può anche giocare soli, ma si perde il senso della socializzazione e del raffronto, per mettere alla prova le proprie capacità, per confrontarsi con gli altri ed imparare ad adottare nuove strategie di riuscita a cui non avevamo pensato. Lo sport applica questo concetto di gioco alle gare, alle sfide, dove il confronto diventa competizione, dove il fine ultimo non è solamente il divertimento, ma anche la ricompensa finale, la medaglia, la coppa, il prestigio.
Il gioco di ruolo al contrario, permette di cambiare vita, di fare finta di essere qualcun altro ed esprimere emozioni e atteggiamenti diversi dalla routine, vivere mondi fantastici, applicare regole nuove: quante di noi nel giocare a mamma e figlia preferivano rimanere figlia? Credo nessuna! Tutte volevamo provare il gusto di essere madre, di avere finalmente il ruolo autoritario, di imporre le nostre regole senza subirle.
Tutti aspetti positivi. Chi pensa qualcosa di negativo alla parola gioco? Allora perché quel clown che chiede di giocare è così inquietante? Come mai le bambole di porcellana che muovono gli occhi mettono i brividi?
E voi come vedete il gioco? Divertimento? Creatività? Socializzazione? Sfida? Cambio di ruolo? Orrore?
Venitelo a raccontare nel nuovo tema GIOCO.
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